Costellazioni Familiari

Ognuno di noi è parte di una famiglia e ad essa appartiene, che lo voglia o no. Ed è per questo che alcuni di noi continuano a ricreare conflitti e a portare pesi che hanno in realtà ereditato dai propri antenati. Talvolta ci rendiamo inconsapevolmente partecipi di un tragico destino che è toccato a qualcuno che è venuto prima di noi, che non abbiamo neppure conosciuto, ma a cui siamo legati da un filo invisibile. Queste dinamiche ci rendono come prigionieri nella tela di un ragno e ci trattengono impedendoci di andare nella vita con gioia e libertà.
Ciò accade ad esempio quando un membro della nostra famiglia è stato escluso o dimenticato a causa del suo tragico destino: una donna che muore di parto, un soldato disperso in guerra, una figlia morta in giovane età, un fratello suicida… Spesso gli intrecci si estendono per diverse generazioni e si muovono su un piano arcaico della psiche inaccessibile ad un approccio logico e razionale.

Nella terapia familiare e sistemica l’individuo non è mai considerato come un elemento singolo ma, al contrario, egli è parte di un preciso contesto di relazioni. Questo è ciò che ci permetterà di riannodare i fili e le connessioni con i destini difficili nel nostro sistema-famiglia. Il sistema famiglia è considerato come un’entità e non come un mero agglomerato di individui. L’inconscio personale è strettamente connesso con le nostre esperienze come esseri umani in questa vita, soprattutto nell’infanzia; e sappiamo per certo che ogni elemento escluso dalla nostra coscienza (rimozione) tenderà a manifestarsi sotto la forma di sintomo.

La fondamentale intuizione di Bert Hellinger, lo scopritore delle Costellazioni Familiari, è che ogniqualvolta un membro della famiglia venga escluso o dimenticato a causa di un destino difficile, ciò costituirà un problema che si ripercuoterà con enormi conseguenze sulle successive generazioni finché l’elemento escluso non verrà riportato al suo posto nel nucleo di appartenenza. In un sistema la singola individualità non è importante di per sé, ma in funzione di qualcosa di più grande, il sistema appunto.
Enormi forze vengono coinvolte in questa dinamica, al di là di qualsiasi limite di comprensione da parte nostra. A parte da quella che tradizionalmente definiamo come ‘anima’, sembra esistere un’anima piu’ grande che unisce i vivi ai morti o – meglio – un’ “anima familiare” che connette i membri vivi ai defunti.

L’albero genealogico, visto come un’Anima Familiare, o un’Inconscio Familiare, è modellato da qualsiasi tipo di esperienze piu’ o meno drammatiche vissute dai suoi membri. Ogni persona dell’albero eventualmente esclusa riapparirà sotto la forma di sofferenza, o piu’ spesso, come sintomo fisico di una malattia. Le Costellazioni Familiari aiutano a portare alla luce questi irretimenti. Per fare ciò occorre esporsi in maniera diretta alle questioni chiave che danno un senso alla nostra esistenza la vita e la morte, il passato e il destino, confrontandosi con l’Anima e con il suo lungo e misterioso cammino di ricongiungimento con l’Uno. L’Albero Genealogico, inteso come Anima Familiare, o Inconscio Familiare, risente di tutte le esperienze più o meno drammatiche vissute dai membri della nostra famiglia di origine, dove ogni membro che sia stato escluso tende a ripresentarsi sotto forma di sofferenza e quindi ancora una volta di sintomo.

Se un fratello o un fidanzato è morto o disperso in guerra, se un bimbo è morto in giovane età o una donna muore di parto, un altro membro della famiglia della generazione seguente tende a sostituire inconsapevolmente chi è stato escluso e ne imita il destino manifestando le sue emozioni ed i suoi sintomi, o cerca di seguirlo nella morte. Se qualcuno nel passato non si è preso la responsabilità di una colpa grave, un bambino tenterà in seguito di espiare questa colpa, pagandone il prezzo con la sua salute, con la sua felicità, con il suo successo nella vita.
Attraverso la messa in scena delle costellazioni familiari, vengono portate alla luce le dinamiche nascoste che ci mantengono legati alla nostra famiglia e ci fanno appartenere a quel gruppo, dinamiche che ci spingono ad attuare dei comportamenti che condizionano sia la nostra vita che i nostri sentimenti, senza che questi ci appartengano personalmente.

Grazie alla Teoria Sistemica e all’Approccio Fenomenologico, siamo oggi in grado di mettere in scena attraverso dei rappresentanti ogni aspetto della nostra realtà interiore ed esteriore, di osservare quello che accade. E’ ormai risaputo che la maggior parte dei sintomi fisici sono di origine psicosomatica, vanno cioè considerati segnali, indicazioni che ci avvertono che qualcosa o qualcuno è stato escluso dalla nostra coscienza. Sono ormai note le influenze delle dinamiche familiari nella genesi delle patologie sistemiche come schizofrenia, epilessia, attacchi di panico, parkinson, anoressia-bulimia, malattie congenite, tumore. Lasciando agire la manifestazione dei nostri livelli inconsci, e osservandone la rappresentazione scenica possiamo dialogare con ogni componente dei vari sistemi e comprendere a fondo l’origine del disagio o del sintomo e quindi reintegrare nel sistema l’elemento mancante.

Il Sistema del soggetto viene rappresentato in modo vivente dai partecipanti del gruppo tra cui vengono scelti i “rappresentanti” e dopo una breve indagine sulla problematica del soggetto, si può fare una domanda focalizzata sul problema al quale la “Costellazione” cercherà di portare una soluzione. Il soggetto dispone allora nello spazio/campo i rappresentanti della sua famiglia, del suo partner, del suo lavoro, dei suoi organi interni, delle sue patologie, dei suoi archetipi, poi si siede e osserva. I rappresentanti vengono guidati dal campo morfico e dinamiche spontanee portano alla luce il vissuto emotivo delle persone reali o delle situazioni che questi rappresentano. Attraverso quindi un misurato e graduale cambiamento delle posizioni dei rappresentanti nello spazio, più spesso spontaneamente ed a volte attraverso l’intervento del conduttore si riporta il “sistema” nel giusto ordine in una rinnovata armonia dentro la quale il soggetto interessato riprende il suo giusto posto. Quando si giunge ad integrare il processo nel modo più rispettoso, riconoscendo, onorando, ringraziando e reintegrando nella coscienza ogni elemento escluso, allora le tensioni spariscono immediatamente e arriva la guarigione.

 

BIBLIOGRAFIA: “Il lungo cammino” di Bert Hellinger

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