Nuova Medianità e Channeling

La “Nuova medianità” risale all’inizio degli anni ’80 e coincide con l’evento chiamato “convergenza armonica”, una particolare configurazione planetaria che, con le sue emanazioni, ha favorito il risveglio di molte coscienze in preparazione dei rinnovamenti previsti dall’Era dell’Acquario.
Da quel momento ha iniziato a risvegliarsi un sempre maggiore interesse per lediscipline esoteriche, per la medicina olistica, per le pratiche di integrazione di corpo/mente/spirito. Molte persone in ogni parte del nostro pianeta hanno iniziato a porsi domande sulla vita e sulla morte e ad intraprendere percorsi di conoscenza, con inusuale sollecitudine e perseveranza: ciò che è sempre stato presente, ma riservato a un numero relativamente esiguo di individui si è diffuso sempre più, coinvolgendo variamente moltitudini, che desideravano elevare il proprio grado di consapevolezza e diventare elementi attivi nel processo evolutivo in atto.
In questo percorso di risveglio delle coscienze e di acquisizione di consapevolezza le “Guide” hanno svolto un ruolo fondamentale. Entità spirituali disincarnate, di elevato sviluppo, si sono rese disponibili sollecitando la comunicazione fra le diverse dimensioni dell’esistenza. Inizialmente si sono manifestate a chi era “pronto” e disponibile a riceverne le parole e gli insegnamenti, con l’invito a diffonderli ad altri, per poi allargare in breve tempo a un grande numero di persone che in modi diversi diventavano “canali” per la comunicazione.
Non più una medianità riservata a pochi e ammantata di segreto, condita da effetti speciali e permeata di paura da parte dei più, ma una via di comprensione e di amorevoli insegnamenti riguardanti temi personali (perché attraverso qualunque esperienza personale, per quanto possa apparirci banale, o dolorosa, noi cresciamo) e altri, la maggioranza, transpersonali (perché dobbiamo andare verso la Coscienza di Unità): la vita, la morte, la paura, l’amore, l’evoluzione, le leggi universali, la coscienza… ma sempre a partire dal personale e con l’invito esplicito a portare nella quotidianità quanto è possibile, degli insegnamenti trasmessi.
Un linguaggio semplice e ben comprensibile da chiunque (anche se ogni contatto si presta a diverse letture successive, ognuna delle quali svela aspetti che prima erano passati inosservati). L’educazione alla libertà individuale nei confronti del channeler (ogni forma di dipendenza invalida in parte l’accoglienza gli insegnamenti stessi), dei contenuti del contatto (l’invito ripetuto ad accogliere solo ciò che la coscienza individuale riconosce), e dal giudizio. Una libertà che sia rispettosa di sé, degli altri, dell’ambiente, della storia personale propria e altrui. Un’educazione a riconoscere e ad esprimere le proprie qualità (ogni individuo ne ha in abbondanza); a usare gli strumenti a disposizione, veri e propri doni: la ragione, la sensibilità, il sentimento e il discernimento secondo bisogno e competenza. Un invito alla comprensione e al perdono (di sé, quanto degli altri) e a guardare ogni cosa oltre la sua apparenza, cercando di coglierne l’essenza, per quanto il proprio grado di coscienza consente. Una scuola per andare al di là della separazione e della dualità in cui l’umanità, per sua natura e funzione, è immersa.
La Nuova Medianità si rivela dunque, per chi la sente affine, come una fra le vie per lo sviluppo della consapevolezza e per la crescita personale e spirituale e come ogni altra via richiede disciplina, serietà, preparazione e impegno e, soprattutto a chi la pratica come channeler, impeccabilità e un certo rigore etico.

 

Luisa Benedetti

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